Paura, dolore, rabbia e piacere: queste sono le quattro emozioni di base secondo lo psicologo e psicoterapeuta Giorgio Nardone, uno dei maggiori esperti di disturbi fobico-ossessivi. Oggi vi parliamo della paura, emozione fondamentale che ha permesso all’uomo di sopravvivere. 

Emozione primitiva per la sopravvivenza 

La paura è l’emozione che ha permesso al nostro antenato primitivo di fronteggiare i pericoli che incontrava nella vita quotidiana, attivando l’organismo per reagire, per esempio, alla minaccia di una belva affamata. Ancora oggi, ci permette di reagire tempestivamente quando ci troviamo di fronte a un pericolo o a un imprevisto. 

In poche parole, la paura è un’emozione adattiva. Attraverso le reti celebrali più antiche, crea un’attivazione immediata dell’organismo che permette di reagire efficientemente a ciò che accade. Ci mette in stato di allerta e orienta all’autodifesa. Prendiamo l’emergenza Coronavirus: è grazie alla paura che sessanta milioni di italiani si sono chiusi in casa, rinunciando a gran parte della propria vita abituale. 

La paura è talmente importante che viene attivata da meccanismi primordiali che funzionano in maniera automatica. L’attivazione fisiologica che si scatena in concomitanza con la paura è prevalentemente mediata dal sistema nervoso autonomo. Cercare quindi di governare quest’emozione con il pensiero e la ragione spesso porta solo a rendersi conto dell’impossibilità di arginare una tempesta emotiva con l’ombrello del controllo razionale, sperimentando la sensazione di perdita di controllo. Proprio questi cortocircuiti nel cercare di gestire le reazioni di fronte alla paura si riscontrano come meccanismi determinanti nella formazione e nel mantenimento dei disturbi fobici e del disturbo da panico nello specifico.

Tre comportamenti tipici per far fronte alla paura 

Giorgio Nardone è con Pual Watzlawick il fondatore del Centro di Terapia Strategica di Arezzo. Insieme al suo team ha evidenziato tre comportamenti tipici che si riscontrano in maniera ridondante e invariabile nel disturbo da panico. Sono tentativi di far fronte alla paura che, quanto risultano inefficaci, non fanno altro che amplificare il problema, fino a generare un disturbo fobico da panico.  

Le tre tentate soluzioni ridondanti principali che si osservano sono:

  • evitamento
  • richiesta d’aiuto
  • tentativo di controllo delle proprie reazioni fisiologiche

Una persona che ha sperimentato una forte paura tende a evitare le situazioni che pensa potrebbero provocargliela nuovamente; tende a chiedere sostegno, aiuto e rassicurazione agli altri per affrontarle quando non può farne a meno; e tende a cercare di mantenersi calma e tranquilla quando sente la paura arrivare, nella speranza di evitare di rivivere l’esperienza emotiva che la ha atterrita.

Il continuo evitare indebolisce sempre più la persona, aumenta sempre più il senso di paura; la costante richiesta d’aiuto struttura la convinzione che non si è in grado di gestire le situazioni autonomamente, riduce l’autostima; il tentativo di regolazione consapevole delle reazioni fisiologiche autonome, per effetto paradosso, le altera e le amplifica portando all’esplosione panicante. In questo modo la persona è risucchiata sempre più nel gorgo della paura e del panico.

Terapia Breve Strategica: la paura diventa coraggio

La Terapia Breve Strategica, modello originale di terapia efficace ed efficiente sviluppato da Giorgio Nardone e dai suoi collaboratori in oltre trent’anni di lavoro clinico e ricerca, interviene proprio nell’interrompere i circoli viziosi creati dalla messa in atto ridondante delle tentate soluzioni disfunzionali che amplificano la sensazione di paura e portano alla reazione di panico. 

Attraverso l’applicazione di protocolli di trattamento specifici per le diverse varianti dei disturbi, il terapeuta strategico è in grado di guidare e accompagnare la persona ad affrontare la propria paura, permettendole così di rendersi conto di essere in grado di gestirla. Questo è fatto attraverso il lavoro svolto in seduta e attraverso le indicazioni fornite per continuare il processo di cambiamento nel tempo che intercorre tra una seduta e l’altra.

La paura torna così a essere la nostra alleata indispensabile per difenderci dai pericoli che incontriamo, permettendoci di continuare il nostro cammino verso nuovi traguardi. Ecco che la paura si trasforma in coraggio.

Tratto da un articolo di Carlo Eugenio Brambilla, psicologo e psicoterapeuta, sul numero 99 de L’Altra Medicina (ottobre 2020), acquistabile online e in edicola.