Le cause della cefalea possono essere diverse.

Le cefalee sono il più comune disturbo neurologico, rappresentano circa il 30% delle visite neurologiche ed il 2% degli accessi in Pronto Soccorso.

A grandi linee si differenziano in primarie e secondarie.

1) La cefalea cosiddetta primaria (circa l’80% del totale), cioè quel “mal di testa che non è il risultato di un’altra condizione medica e si diagnostica quando dalle indagini strumentali non emerge una causa organica” è la più diffusa, in particolare le due forme con la maggiore prevalenza sono la cefalea muscolo-tensiva e l’emicrania.

Le cefalee primarie sono dunque, semplificando molto:

  • la cefalea di tipo tensivo (prevalenza fino al 90%)
  • l’emicrania (“con aura” o “senza aura”) 3 volte più frequente nelle donne, in cui la prevalenza è del 12-15%
  • la cefalea a grappolo che è la più temibile per l’intensità (si chiamava la “cefalea da suicidio”!) e prevale nei maschi.
  • altre cefalee minori, ma considerate “primarie” sono quelle da tosse, da stimolo freddo, da attività fisica o attività sessuale, da compressione esterna.

2) Le cefalee secondarie sono tutte le altre, quelle dovute a:

  • accidenti cerebrovascolari (per es. emorragie intracraniche di varia origine o ictus ischemici, dissezioni di arterie intracraniche)
  • malattie infettive (la meningite, l’encefalite)
  • tumori intracranici
  • episodi epilettici
  • infezioni virali tipo influenza.

Cefalea: quando ricorrere al medico?

Bisogna ricorrere prontamente ad un medico se:

  • Cefalea iniziata da subito forte e all’improvviso, magari accompagnata a vomito violento senza nausea.
  • Cefalea e febbre, soprattutto se con alterazioni dello stato di coscienza: agitazione eccessiva o sonnolenza eccessiva/confusione.
  • Cefalea dopo un trauma alla testa.
  • Cefalea con alterazioni della sensibilità, o dei movimenti, della forza di una parte del corpo, o con alterazioni della vista o della parola.

La maggior parte degli altri casi sono cefalee “benigne”, sebbene impattino molto, soprattutto quando croniche (4%), sulla qualità di vita – sociale, psichica e lavorativa – di chi ne soffre.

La dott.ssa Sara Castagnoli (medico di pronto soccorso) nel numero 102 de L’altra medicina in edicola fino al 20 febbraio ci spiega anche come migliorare il proprio stile di vita sia sicuramente utile a chi soffre di mal di testa e gli accorgimenti da mettere in pratica.