N° 79 Novembre

Attacchi all’omeopatia e clamorosi autogol

Gentili lettrici e affezionati lettori, ritorniamo su un tema già ampiamente dibattuto in questa rivista – l’efficacia dell’omeopatia – poiché la cronaca riporta fatti spiacevoli che meritano un commento.

È infatti recente la notizia che, in Australia, l’attacco frontale per screditare la Medicina di Hahnemann si serve di ogni mezzo, anche quelli scorretti (vedi a pagina 10).

Lasciamo alle parole della dottoressa Antonella Ronchi, presidente della FIAMO e nostra storica collaboratrice, il commento a quanto avvenuto:

«Lo studio omeopatico considerato passa la revisione di un comitato che, evidentemente, ha ritenuto interessante quanto evidenziato nella ricerca presentata. Ovviamente, nessuno pretende di trarre conclusioni da un singolo studio; ma quello che si vorrebbe è che l’accumularsi di studi coerenti con delle ipotesi attualmente fuori dal paradigma della scienza “normale” stimolasse la curiosità e l’impegno di chi della ricerca ha fatto la propria vita e instillasse qualche dubbio rispetto alla asserita implausibilità dell’azione dei medicinali omeopatici».

Parole nette, che puntano a rimettere la discussione, pur con tutte le diversità possibili, nella carreggiata della scientificità.

Del resto, che qualcosa di strano stia succedendo nel mondo della scienza ufficiale lo dimostra anche un altro fatto recente: Peter Gøtzsche, socio fondatore della Cochrane Collaboration, membro del board e direttore del Nordic Cochrane Centre di Copenaghen, è stato a sorpresa espulso dal network a causa di sue posizioni considerate eccessivamente critiche circa il rischio di ingerenza dell’industria farmaceutica sul mondo della ricerca.

Al di là della battuta scontata – c’è del marcio in Danimarca – viene da chiedersi, a questo punto, quanto ci sia di credibile negli studi scientifici per i quali la commistione tra ricerca e aziende private è piuttosto evidente. Noi rimaniamo dell’idea che la Scienza richieda indipendenza, serietà e onestà.

Buona lettura