Curcuma, epatoprotezione (ma non solo)


Insieme al Cardo mariano, al carciofo e al tarassaco, la curcuma è una pianta con spiccata attività di protezione sul fegato, oltre ad agire da stimolo per la digestione.

Si tratta, inoltre, di una pianta ricca di sostanze antiossidanti, da cospargere su insalate e zuppe. A fare la differenza è la curcumina presente nel rizoma della pianta. Tra i vari studi scientifici sin qui pubblicati ricordiamo una ricerca apparsa sulla rivista specialistica Gut: la curcuma, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, appare in grado di rallentare la progressione del danno epatico che sfocia nella cirrosi e nell’insufficienza d’organo. Altre indagini suggeriscono che un’integrazione a base di curcuma riduca il danno derivante dall’impiego di farmaci epatotossici.

Solitamente, si assumono 1,5-3 grammi di radice polverizzata al giorno (da assumere con acqua) oppure si ricorre agli estratti titolati in curcumina per un equivalente di 100-350 mg al giorno di curcumina.

Va detto che, a volte, i fitoterapeuti ritengono opportuno associare la curcuma con altre sostanze vegetali dotate di azione epatoprotettrice. Si usa, per esempio, insieme a Tinospora cordifolia oppure alla silimarina, estratta dal Cardo mariano. La sinergia tra i costiteuenti potenzia l’azione antiossidante del complesso, riducendo così il danno infiammatorio e ossidativo all’origine del danno cellulare.

Anche gli estratti titolati di Cardo mariano (a dosi di 100-400 mg) e curcuma sono reperibili sul mercato in capsule.

L’azione antinfiammatoria della curcuma la rende adatta anche come integrazione nei casi di problemi articolari come le artriti oppure nelle tendiniti. In questi casi si può associare con gli estratti di Boswellia serrata titolati in acidi boswellici.

Precauzioni
Da evitare l’assunzione nelle donne in gravidanza o che stanno allattando. Teniamo poi presente che la curcuma ha anche un’azione anticoagulante, per cui una guida medica è necessaria se è in corso una terapia anticoagulante. In generale, per sicurezza, è buona norma sentire il parere del medico se sono presenti patologie e durante l’assunzione di terapie farmacologiche.

http://www.vitortho.it/
 



       

 


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