Quante proteine avrà bisogno il mio bambino? Si starà nutrendo a sufficienza? L’alimentazione del bebè è una delle grandi preoccupazione di tutte le neomamme.

Le linee guide dei nutrizionisti, poi, spesso non aiutano a fare chiarezza. Vediamo, per esempio, le indicazioni date dal sito della SINU (società italiana di nutrizione umana): “Il fabbisogno per la crescita netta è stato calcolato in base agli incrementi di peso ricavati dagli standard italiani, calcolati come riferito nel capitolo dell’energia dell’attuale revisione dei LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti). La quantità di azoto per la crescita netta così calcolata è stata aumentata di un 50% per assicurare un margine fisiologico di sicurezza, che tenga conto della variabilità giornaliera della velocità di crescita, e infine è stata corretta per una efficienza di utilizzazione delle proteine che si assume sia del 70%”. Bravo chi ci ha capito qualcosa….

Fidiamoci dell’apparato digerente del bebè

Le mamme lo sanno bene: il bimbo di pochi mesi, anche se molto affamato, rifiuta con grande decisione quegli alimenti che, una volta assaggiati, non gli fossero più congeniali, mostrando invece interesse per un alimento del tutto diverso. Questo avviene perché per il bebè è di vitale importanza assumere solo gli alimenti di cui ha effettiva necessità, evitando tutto ciò che possa invece causargli disturbo.

Esiste in effetti una spinta molto forte del bimbo verso l’imitazione di ciò che stanno mangiando i suoi genitori. Il concetto evolutivo che sta dietro a questa scelta è semplice e chiaro: se lo mangiano loro non è velenoso! Ma non è detto che tutti i cibi “non velenosi” siano adatti a un bebè. Ed è in questi casi che subentra un consapevole e salutare rifiuto: il neonato, dopo averlo assaggiato, lo rifiuterà tutte le volte successive.

L’apparato digerente del bimbo, sebbene in miniatura, è un sistema complesso costituito non solo da stomaco e intestino, ma anche da lingua, olfatto, cervello. Fidiamoci delle sue competenze tanto quanto ci fidiamo delle sue capacità cardiache e respiratorie. Riempiamo i nostri piatti di frutta e verdura fresca o cotta, di cereali integrali, di legumi e vedremo i nostri bimbi amare e apprezzare quegli alimenti. L’esempio viene prima di tutto e quanto prima il bimbo imparerà a gustare i diversi sapori della nostra tavola ricca di cibi sani e colorati, tanto più la sua salute sarà preservata.

Una tavola a misura di bambino

Se il bimbo, avvicinandosi all’anno di età, avrà a propria disposizione piatti colorati e diversi, sarà incuriosito e più invogliato a provare nuovi sapori, odori e forme. In futuro, sarà molto più facile fargli apprezzare cibi sani e naturali.

Una tavola sana e stimolante potrebbe contenere:

  • verdura biologica in piccoli pezzi, sia cruda (carota, sedano, zucchine) sia cotta al vapore (piselli, ceci, spinaci)
  • pezzi di frutta da tenere in mano e addentare (mela, pera, banana) o da spiaccicare tra le dita (uva, mandarini, susine, albicocche) a seconda della stagione
  • riso integrale al vapore condito con olio extravergine e parmigiano reggiano
  • gallette di mais o di riso da sgranocchiare
  • pane integrale in pezzi, anche duro
  • grissini integrali bio, facili da impugnare
  • germogli di soja appena scottati in padella antiaderente
  • carne bianca a piccoli pezzi
  • scagliette di parmigiano reggiano

Questi sono solo esempi che possono accoppiarsi via via con preparazioni più elaborate al crescere dell’età del bimbo. Varietà, freschezza, biologicità, stagionalità sono criteri che ci accompagneranno nelle nostre scelte.

Tratto da un articolo della dottoressa Lyda Bottino sul numero 100 de L’Altra Medicina (novembre 2020), acquistabile online e in edicola.