I primi cibi “light” e bevande “zero calorie” arrivarono negli anni ‘70: l’industria alimentare doveva rilanciare il rallentamento delle vendite di prodotti industriali molto zuccherati e pieni di grassi come bibite gassate, merendine, snack e dolciumi, sui quali la scienza aveva iniziato a puntare il dito. Oggi l’industria alimentare continua a vendere con grande profitto sia i prodotti light (a basso contenuto di zucchero, calorie e grassi) sia quelli tradizionali ricchi di zucchero e calorie. 

Scopriamo insieme il marketing dietro a questi prodotti e i danni che provocano al nostro organismo. 

Come l’industria spinge le vendite dello zucchero

Le tecniche di marketing sono diverse e tutte ben studiate dagli esperti. Uno degli argomenti più sfruttati è dell’attività fisica, per sottolineare che “un po’ di zucchero ogni tanto non fa male”. 

Se si fa attività fisica, bere bevande zuccherate è ok e non fa male.

Ma è davvero così? Le persone che amano le bevande zuccherate e i cibi dolci, compresi i biscotti e le brioche per la colazione, sono sempre forti consumatori e ne fanno un uso quotidiano o molto regolare, proprio per la natura biochimica di questi “alimenti”, che sono progettati ad arte per creare dipendenza e uno stimolo continuo di alcuni neurotrasmettitori del cervello come la dopamina e la serotonina. In pratica chi consuma questi prodotti ne ha un bisogno costante e non riesce a farne un uso moderato. L’utilizzo regolare porta prima al sovrappeso e obesità, poi gradualmente allo sviluppo di patologie metaboliche o cardiovascolari come il diabete o l’ipertensione arteriosa.

Il suggerimento pubblicitario è del tutto ingannevole anche sul fronte dell’attività fisica. I consumatori di zucchero tendono anche a sviluppare pigrizia e forte sedentarietà, a causa di sconvolgimenti ormonali e andamenti sempre fluttuanti della glicemia e dell’insulina, che intrappolano l’individuo in cali dell’umore costanti e irritabilità, per i quali il rimedio è sempre una nuova (e maggiore) dose di zucchero che attivi la dopamina e la serotonina, non di certo l’attività fisica. 

Light e zero calorie sono la soluzione?

Se i cibi a base di zucchero non fanno bene alla salute, allora qualcuno potrà pensare che i cibi light e “zero calorie” siano il sostituto ideale (anche perché è proprio la pubblicità e il marketing dell’industria a farci credere questo), al fine di poter continuare a bere bibite, mangiare merendine e dolciumi di ogni tipo.

Vedremo che neanche gli alimenti e le bevande “zero calorie” sono la soluzione, anzi!

Bevande gassate e problemi della bocca

Le bevande ricche di zuccheri aggiunti sono nocive per la salute. Un primo effetto deleterio di queste bevande è a carico della dentatura e delle gengive. Stando all’esperienza del dottor Mitchell Pohl, chirurgo dentale a Boca Raton, in Florida, non sono pochi i pazienti che si presentano con parecchi denti completamente distrutti per l’eccessivo consumo di bibite zuccherate e gassate. Emblematico il caso di un ragazzo di 29 anni che aveva l’abitudine di sorseggiare per ore la propria bevanda preferita mentre stava seduto davanti al computer. Questa azione di corrosione sulla dentatura è dovuta a due sostanze: lo zucchero e l’acido fosforico, entrambe contenute in ingenti quantitativi nelle bevande gassate in genere. Anche le versioni light a zero calorie, l’acido fosfoico è immancabilmente presente in quanto serve a stemperare l’eccessiva dolcezza del prodotto e fare in modo che il consumatore mandi giù la bevanda senza avvertire al palato l’eccessiva sensazione di dolcezza. Inutile dire che l’effetto di danneggiamento e demineralizzazione del tessuto osseo-scheletrico da parte dello zucchero e dell’acido fosforico si esplica anche sul versante dell’osteoporosi, in costante aumento nelle società industrializzate che utilizzano cibi processati e bevande gassate al posto dell’acqua.

Ingrassare a zero calorie

Il gusto dolce attiva nell’organismo risposte precise. Arrivando persino a determinare ingrassamento anche in assenza di calorie, come di recente è stato scoperto per i dolcificanti artificiali a zero calorie. Questo è legato al segnale che la sostanza dolce manda all’organismo, indipendentemente dalla presenza o meno di nutrimento e di calorie affiancati al gusto. Una volta riconosciuta l’esistenza in tutto il tratto intestinale (dalla bocca all’intestino crasso) di recettori per il gusto dolce si è iniziato a capire che questi recepiscono il gusto dolce in sé e per sé, non necessariamente il contenuto calorico o la densità energetica di quello che è introdotto. E i recettori, una volta stimolati, inducono risposte di adattamento del metabolismo.

Uno studio statunitense pubblicato nel 2013 sulla rivista di settore Diabetes Care ha spiegato in dettaglio il fatto che l’assunzione di un dolcificante ipocalorico induce, nel pasto successivo, di solito ricco di zucchero e carboidrati, effetti di aumento dell’assorbimento del glucosio. Un po’ come se il corpo si “vendicasse” delle calorie che non ha visto. Da questo punto di vista, i dolcificanti artificiali senza calorie sono un vero e proprio inganno per il nostro organismo, nel vero senso della parola! E a quanto pare non ci portano a un miglioramento della salute in generale. Altri noti effetti deleteri dei dolcificanti a zero calorie sono infatti il collegamento con il diabete e la disfunzione a carico della flora batterica intestinale (disbiosi), essendo essi il nutrimento ideale per quei ceppi batterici del nostro microbiota più sfavorevoli e meno utili per la nostra salute.

Attenzione ai chewing gum senza zucchero

Ricollegandoci all’aspetto della disfunzione della flora batterica accennato precedentemente, uno dei prodotti molto venduti è sicuramente il chewing gum “senza zucchero”. Come se fosse veramente senza zuccheri! Abbiamo già visto in un articolo precedente che anche altre sostanze diverse dallo zucchero da tavola (saccarosio) sono zuccheri a tutti gli effetti. Le gomme da masticare creano appunto disfunzione a carico della flora batterica intestinale, per via di numerose sostanze tossiche e artificiali inserite in questi prodotti dall’industria, in primis un mix di aspartame e altri dolcificanti artificiali a basso contenuto calorico, aromi, cere e coloranti.

Questi chewing gum poi contengono sempre la “gomma base” (vedi nella foto tra gli ingredienti), che costituisce un ingrediente fondamentale nella preparazione delle gomme da masticare, essendo l’elemento che permette a tutti gli ingredienti di restare uniti, rendendo il confetto masticabile. È formata da elementi quali resine naturali o sintetiche, gomme di derivazione petrolifera, nonché gli immancabili additivi. Non essendo solubile in acqua, la gomma base non è digeribile.

 

Tratto da un articolo di Gianpaolo Usuai, educatore alimentare, sul numero 100 de L’Altra Medicina (novembre 2020), acquistabile online e in edicola.