Ci sono persone perennemente a dieta, che si concedono solo brevi momenti di libertà alimentare tra un regime ipocolarico e l’altro. Gli americani li chiamano Chronic Dieters – vi racconteremo meglio chi sono nella seconda parte di questo articolo. Prima cerchiamo di capire cosa succede al nostro corpo dopo anni di diete ipocaloriche. 

Perdita di massa metabolicamente attiva

Quando sottoposto a diete drastiche, il corpo inizia a utilizzare come combustibile prima di tutto il glicogeno che contiene nei muscoli e nel fegato e con questo l’acqua che gli si lega in misura di 1 a 3. Il primo peso che si vede dunque andare via sulla bilancia è acqua e zucchero.  

Poi, allertato da una serie segnali di pericolo indotti dalla scarsità di calorie, il corpo smonterà l’apparato che è il maggior responsabile di consumo energetico, ossia quello muscolare, incluso il muscolo liscio, quindi gli organi. Mettersi a dieta vuol dire quindi ridurre la massa metabolicamente attiva in modo significativo, dal 5 al 20%, e diventare una macchina meno efficiente e con un dispendio energetico sempre minore. Il problema è che riacquistare massa metabolica attiva non è facile come perderla.

Come reagiscono microbiota e mitocondrio

Possiamo considerare il microbiota un vero e proprio organo attivo nella difesa immunitaria, un produttore di metaboliti utili alla salute delle pareti intestinali e dell’organismo stesso, di vitamine, trasformatore del cibo in energia. In caso di carenza nutrizionale ed energetica, il microbiota – che non è in grado di capire se si tratta di una dieta volontaria o di un disastro a cui deve addattarsi – reagisce aumentando la capacità di estrarre nutrienti dal cibo, mandando segnali di pericolo agli organi, in primis alla tiroide, avvertendola che il cibo che sta arrivando è sempre più scarso, di bassa qualità e senza potere energetico. In parole semplici: il microbiota estrae più energia mentre la tiroide rallenta la spesa energetica. Ecco che questo meccanismo, in tempo di dieta, la l’effetto di rallentare e successivamente bloccare qualsiasi possibilità di dimagrimento.

Un altro attore fondamentale nella salute e perdita di peso è il mitocondrio, la centrale energetica del nostro corpo. La sua capacità di trasformare i nutrienti in energia o in calore definisce la salute della cellula, la sua capacità di detossinare o al contrario di produrre alte quantità di radicali liberi, modificano la salute dell’intero organismo facendolo virare da metabolicamente efficiente a rallentato, infiammato, tendente all’accumulo. La riduzione della massa muscolare e l’inattività che spesso l’accompagna, riducono la dimensione e il numero di questo delizioso intruso preistorico nei tessuti muscolari. Il cibo di bassa qualità (l’imperativo è la caloria, non il nutriente) ne riduce la funzionalità. A pagarne il prezzo è il nostro corpo con una maggiore suscettibilità alle malattie, invecchiamento e accumulo di peso. 

Tratto da un articolo del Manuela Navacci, biologa nutrizionista, sul numero 100 de L’Altra Medicina (novembre 2020), acquistabile online e in edicola.
A breve la seconda parte di quest’articolo dedicata ai Chronic Dieters.