Il 16 ottobre è la Giornata Mondiale dell’Alimentazione: ogni anno la FAO riflette su alimentazione e sostenibilità. Secondo le ultime indagini, viviamo in un mondo in cui la produzione alimentare è insostenibile e siamo ancora lontani dal raggiungere l’obiettivo Fame Zero.

Alcuni dati diffusi dalla FAO

  • 800 milioni di persone soffrono di fame, mentre oltre 650 milioni di adulti e 120 milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni sono obesi
  • Oltre 150 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni soffrono di rachitismo e oltre 50 milioni sono deperiti
  • L’alimentazione scorretta, unita allo stile di vita sedentario, ha superato il fumo come causa principale di morte e disabilità in tutto il mondo tra le malattie non trasmissibili
  • La maggior parte della popolazione mondiale vive in Paesi in cui il sovrappeso e l’obesità uccidono più della fame
  • Diverse tipologie di malnutrizione possono coesistere all’interno della stessa famiglia – perfino nel corso della vita della stessa persona – e possono essere trasmesse da una generazione all’altra
  • Ogni anno vengono spesi circa 2.000 miliardi di dollari per curare disturbi legati all’obesità
  • Miliardi di persone non possono assumere le sostanze nutritive necessarie per vivere in modo sano e attivo
  • I danni ambientali causati dal sistema alimentare potrebbero aumentare dal 50 al 90% a causa del crescente consumo di alimenti trasformati, carne ed altri prodotti di origine animale nei Paesi a basso e medio reddito.

Poco spazio per alimenti freschi e locali

Nell’attuale sistema alimentare c’è troppo poco spazio per alimenti freschi e prodotti localmente. La priorità viene sempre data alle colture intensive e più redditizie: questo, sommato al cambiamento climatico, sta causando la rapida scomparsa della biodiversità.

Oggi solo nove specie di piante rappresentano il 66% della produzione totale, mentre nel corso della storia ne sono state coltivate oltre 6.000 per fini alimentari. Diversificare le coltivazioni è fondamentale per garantire diete sane e tutelare l’ambiente. Tutti questi cambiamenti sono legati all’aumento dell’obesità e ad altre forme di malnutrizione, che colpiscono in media una persona su tre. Secondo le proiezioni il numero sarà di una persona su due entro il 2025.

Importanza di una dieta plant-based

Come consumatori, quello che possiamo fare è cambiare i nostri acquisti e avvicinarci a una dieta plant-based, ovvero priva di cibi processati a livello industriale. Il consumo consapevole è l’unica via per diffondere una consapevolezza alimentare in grado di modificare i paradigmi attuali sul rapporto tra domanda e offerta. E questa è la ricetta perfetta per un’alimentazione sostenibile e sana.